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Wireless per le scuole: ottime le intenzioni ma bisogna fare di più

Il MIUR ha reso noto i dati della prima fase del progetto "Wireless per le scuole". Si tratta di uno stanziamento di 15 milioni di euro suddivisi in due annualità (5 milioni per il 2013 e 10 per il 2014) assegnati ad istituti scolastici che abbiano presentato un progetto per la realizzazione ex novo o per l'ampliamento di infrastrutture di rete LAN/WAN.

Le candidature erano riservate a tutte le istituzioni scolastiche secondarie con priorità ai progetti presentati da quelle di secondo grado. I progetti, presentati dagli istituti nella finestra temporale di apertura del bando dal 6 al 16 dicembre 2013, dovevano tra le altre cose rispondere a questi requisiti:

– portare la connessione senza fili all'interno degli edifici scolastici per realizzare progetti innovativi;

– consentire ai ragazzi di usufruire di risorse digitali nel corso delle lezioni;

– favorire la progettualità dei dirigenti scolastici e la connessione scuola / territorio.

 

I progetti approvati nel complesso sono 1554 (su 2074 presentati). Quelli finanziati con i fondi disponibili da subito (annualità 2013) sono 620 mentre gli altri 934 saranno finanziati con i fondi del 2014.

Sul sito del MIUR è possibile consultare anche la graduatoria definitiva dei 'Poli formativi' destinatari di altri 600.000 euro messi a bando, nell'ambito dei fondi per l'ampliamento dell'offerta formativa, per implementare le competenze digitali degli insegnanti.

Il progetto "Wireless per le scuole" istituito dal Decreto del MIUR 804 del 9 ottobre 2013 rappresenta l'applicazione dei finanziamenti deliberati dall'articolo 11 del decreto legge 12 settembre 2013, n. 104 recante “misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca”. Questi finanziamenti che vanno ad aggredire uno dei principali fattori di ritardo della scuola pubblica italiana rispetto a quelle dei paesi europei ovvero la scarsa copertura degli istituti e delle classi con connessioni internet a banda larga.

I dati, da questo punto di vista, sono letteralmente impietosi nel confronto del nostro paese con il resto d'Europa. Secondo le più recenti statistiche dell'Eurobarometer nel nostro paese solo il 31% dei ragazzi che studiano nelle nostre scuole possono farlo in contesti ad alta intensità ICT, quindi con la possibilità di utilizzare connessioni a banda larga. L'Italia si trova molto lontana dalla media europea (pari al 55%) e ad un abisso di distanza da paesi quali la Norvegia, la Svezia e la Finlandia (che sfiorano il 100%). Dietro di noi in questa classifica ci sono solo Grecia, Polonia, Turchia e Romania.

A questo proposto va rilevato che tra i molti ritardi che segnano in negativo la qualità delle nostre scuole in rapporto agli altri paesi europei, in particolare per quanto concerne l'utilizzo delle nuove tecnologie, il basso livello di copertura in banda larga è certamente il ritardo con le conseguenze più gravi perché impedisce di sfruttare a pieno tutte le potenzialità della ICT nel processo educativo e anche perché determina una ingiusta disparità di condizioni tra le diverse scuole.

Se ci limiamo ai soli istituti di scuola secondaria di secondo grado destinatari del finanziamento sappiamo che in italia sono circa 8.500. Molti di più dunque dei 1554 premiati dai finanziamenti ed è difficile immaginare che i sette mila mancanti all'appello siano tutti già coperti dalla banda larga. Se poi analizziamo i dati in nostro possesso relativi anche ad altri cicli scolastici la situazione appare ugualmente grave. Sempre secondo dati dell'Eurobarometer gli studenti di quarta elementare che studiano in istituti privi di banda larga nell'anno 2012 sono il 34 % in Italia contro una media UE dell'8%. Più o meno simile la differenza per i dati che riguardano la terza media (25% in Italia contro il 5% della media UE).

Bene dunque che il ministro Carrozza abbia individuato in questo aspetto quello centrale a cui destinare i pochi fondi disponibili ma è innegabile che su questo fronte bisognerebbe fare certamente di più.