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L’onda anomala che minaccia la nostra università

Francesco Lissoni, Fabio Montobbio e Michele Pezzoni pubblicano su lavoce.info i risultati di una ricerca che compara gli effetti sul sistema universitario francese e italiano delle regolarizzazioni a ondata dei docenti, come furono per esempio quelle del 1985 che in Francia fece seguito alla riforma universitaria del 1984 e quella del 1980 per l'Italia. In entrambi i casi analizzati (riguardanti l'insegnamento della fisic) una volta entrati in ruolo i docenti appartenenti a queste due ondate si sono rivelati molto meno produttivi (in termini di numero di pubblicazioni) dei loro colleghi. Il punto è, sostengono Lissoni, Montobbio e Pessoni che se dovesse entrare in vigore l'attuale riforma che prevede la fine dei ricercatori assunti a tempo indeterminato e la nascita della nuova figura del ricercatore a contratto triennale rinnovabile si prospetterebbe tra sei anni la necessità di regolarizzare tutti i ricercatori creando così un'ulteriore ondata di ingressi che non favorirebbe la selezione dei migliori. Meglio sarebbe, ovviamente, prevedere fin da ora degli ingressi più regolari e diluiti nel tempo che consentirebbero maggiori possibilità di ingresso sulla base del merito e non bloccare tutto a causa di miopi politiche di bilancio per poi essere costretti tra qualche anno ad assunzioni di massa.