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Le prospettive della formazione nel settore dell’energia eolica

Nonostante la crisi economica vi sono alcuni settori produttivi che rischiano di non potersi sviluppare a pieno a causa della carenza di specifiche figure professionali. In particolare questo problema è molto sentito nell'ambito delle energie rinnovabili, ovvero in un settore che dovrebbe essere tra quelli in prima fila nel trainare la ripresa. Secondo i dati riportati nella ricerca 'Wind at work. Wind energy and job creation in the EU' prodotta dall'associazione europea delle aziende  che si occupano di produrre energia eolica, la EWEA (European Wind Energy Association), nel 2007 il settore impiegava in Europa 108mila addetti (di cui 2.500 in Italia) oltre ad altri 50mila occupati in settori direttamente collegati. Questi dati, se confrontati con la precedente indagine EWEA del  2002,  testimoniano una crescita  nel quinquennio pari al 125% (erano infatti 48mila). Ancora più rapida nello stesso periodo (dal 2000 al 2007) è stata la crescita del numero di installazioni che ha registrato un significatico più 339%. Per quanto riguarda il futuro, poi, le stime prodotte da EWEA parlano di una crescita tumultuosa almeno fino al 2020, anno nel quale si prevede che in Europa  vengano prodotti 300 GW di energia da centrali eoliche e il settore dovrebbe impiegare direttamente 230mila addetti.

Con questi tassi di crescita è evidente il rischio di dover fronteggiare ben presto una forte carenza di personale specializzato. Già da alcuni anni questo problema ha cominciato a farsi sentire in diversi ambiti del settore. In particolare mancano ingegneri specializzati e personale esperto nella gestione operativa e amministrativa degli impianti. Ma fortissima è anche la carenza di personale con le competenze necessarie ad ottenere le autorizzazioni operative per gli impianti. Si tratta di figure già oggi molto ricercate che devono unire competenze molto complesse perché alle conoscenze fondamentali della tecnologia e del funzionamento degli impianti devono unire la perfetta conoscenza del funzionamento dei processi decisionali nelle pubbliche amministrazioni del paese in cui è prevista l'installazione della centrale e possedere una indubbia capacità di saper condurre mediazioni e trattative anche piuttosto complesse.

Secondo i più recenti dati diffusi dall'ANEV (l'Associazione nazionale dell'energia del vento) che riunisce il centinaio di aziende italiane del settore, oggi nel nostro Paese vi sono circa 18mila addetti – tra diretti e indiretti – che lavorano nel campo dell'energia eolica: un numero che dovrebbe salire a 65mila nel 2020. Il gap da coprire dunque è notevole. E proprio l'Anev ha promosso in questi giorni una serie di iniziative con l'obiettivo di dare una prima risposta a questa carenza di professionalità specializzate.

Lunedì prossimo, in occasione dell'apertura di Eolica Expò, la più importante manifestazione italiana del settore che si terrà alla fiera di Roma dal 30 settembre al due ottobre prossimi, prenderà il via il corso di formazione 'Essere manager ed imprenditori delle energie rinnovabili: l'energia eolica', organizzato dalla stessa Anev in collaborazione con la Uil. L'obiettivo del corso è di fornire ai partecipanti le informazioni e le competenze necessarie per formarsi nel modo più completo possibile nel campo dell'energia eolica. Sempre l'ANEV ha siglato in questi giorni un accordo con due importanti società di lavoro interinale (Adecco e Trenkwalder Srl) per la realizzazione di un portale web che dovrebbe facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore eolico e nel quale verranno inseriti, come primo passaggio, i curricula delle persone che hanno frequentato il corso. Il sito, che sarà presentato proprio in occasione di Eolica Expò, nella fase di rodaggio sarà accessibile dal lato aziende solo da parte degli associati ANEV.

Un altro dei problemi che la diffusione delle energie rinnovabili e in particolare l'eolico si troveranno certamente ad affrontare nel nostro Paese riguarda il tema della condivisione con le popolazioni locali delle decisioni che riguardano la collocazione degli impianti delle nuove centrali. Basti solo pensare – a questo proposito – alle forti opposizioni che sta incontrando la realizzazione  del più importante progetto eolico del nostro Paese (che  proprio in questi giorni ha ottenuto il via libera da parte del ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo) che prevede di posizionare 54 turbine a 5 km al largo della costa molisana. Si dimostra quindi interessante in questo senso una nuova proposta di master post-laurea da parte dell’Università di Pisa. Il master "Esperti in partecipazione nei processi decisionali" si propone di formare professionalità in grado di  saper rispondere alla richiesta di partecipazione dei cittadini nelle decisioni e di saper gestire i processi decisionali e il governo del territorio in situazioni di potenziale conflitto come ad esempio quelle legate alla scelta della disposizione di una nuova centrale eolica. E non è un caso che questo master sia stato fortemente sostenuto anche dalla regione Toscana sul cui territorio, newgli ultimi anni, si sono verificate diverse situazioni di progetti energetici fortemente contrastati dalla popolazione locale.

I dati dell'EWEA sul mercato dell'industria eolica in Europa..

Il mercato eolico italiano e il suo sviluppo potenziale secondo l'ANEV.

Il sito di Eolica Expò.

I corsi di formazione promossi da ANEV.

Il sito del master Esperti in partecipazione nei processi decisionali.