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Una nuova formazione per affrontare la crisi

Il Governo, nella riunione che si è svolta con le regioni e le parti sociali il 22 gennaio scorso a Palazzo Chigi , ha consegnato un documento finalizzato ad affrontare il problema della occupabilità alla luce dell’emergenza economico-sociale indotta dalla crisi globale dei mercati finanziari. All'interno del documento il tema dell'apprendimento e della formazione dei lavoratori orientati non solo a rispondere alla crisi in atto ma anche a preparare nuove professionalità in grado di poter essere spese nel nuovo contesto economico e produttivo che emergerà dopo la crisi ha un ruolo di primo piano.

Nello specifico, secondo il documento, le attività di apprendimento da porre in atto in questo contesto di crisi "devono essere oggetto di una tempestiva verifica allo scopo di rimuovere ogni autoreferenzialità dei soggetti formatori e garantire un effettivo innalzamento delle competenze dei lavoratori che ne beneficiano."

I criteri proposti dal Governo alle regioni e alle parti sociali per aprire una riflessione condivisa su questi aspetti sono sostanzialmente tre: il lavoro deve essere  riconosciuto quale componente essenziale del processo educativo della persona; l’impresa deve essere considerata l’ambito potenzialmente più idoneo all’apprendimento ove questo sia organizzato attraverso adeguati supporti e modalità; la valutazione delle effettive competenze dei lavoratori da parte di valutatori accreditati deve sostituire la certificazione formalistica relativa alla frequenza di corsi.

Dunque se questa è la strada da percorrere le agenzie formative devono probabilmente immaginarsi un modo diverso di fare formazione dove uno degli elementi centrali del loro intervento dovrà essere focalizzato nel dare alle imprese gli strumenti più idonei per formalizzare e divulgare le conoscenze  man mano che queste maturano e si formano all'interno delle imprese stesse. E cosa meglio dei social network ci può aiutare sotto questo aspetto?
Il documento del Governo .

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