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L’università di Obama

Le proposte per l’università di Barack Oma e Joe Biden:
1) un finanziamento di 4.000 dollari per studente (eclusi i figli di famiglie facoltose) che dovrebbe coprire i due terzi delle spese universitarie.  In cambio i ragazzi devono "donare" allo stato 100 ore l’anno in servizi di pubblica utilità;
2) semplificare le procedure per l’assegnazione di crediti agli studenti, crediti che sono già previsti da leggi dello stato ma che i ragazzi fanno fatica ad ottenere, pure avendone i requisiti, a causa degli ostacoli di carattere burocratico;
3) incrementare il valore delle borse di studio "Pell Grants" portandole da 4 a 5mila dollari e aumentare il numero delle borse  soprattutti per gli  studenti provenienti da famiglie con basso reddito;
4) favorire un programma di rafforzamento dei Community Colleges (istituti universitari di seconda fascia, meno costosi e generalmente frequentati dai più poveri) stimolando il collegamento fra questi e la realtà produttiva circostante in modo da facilitare l’ingresso dei ragazzi  laureati in queste università di seconda fascia nel mondo del lavoro e preparare meglio quelli che invece intendono proseguire gli studi e di adeguare i programmi di studio di queste università in modo che corrispondano alle necessità del territorio;
5) Cacciare le banche e i privati dal business dei prestiti agli universitari. Negli Stati Uniti vi sono attualmente due distinti sistemi di prestiti agli studenti universitari, uno pubblico e uno privato sostenuto da banche e singoli investitori che per questo godono di agevolazioni e sussidi governativi. Obama e Biden vogliono eliminare (in quanto più oneroso per gli studenti) questa seconda tipologia di prestito trasferendo direttamente i fondi pubblici risparmiati (non concedendo più le equivalenti agevolazioni ai privati e alle banche) al programma di prestiti pubblici.