L'oro di Napoli
Tuload, di Vincenzo Moretti, non è un libro lineare. Racconta prima di tutto di un'Italia che non cambia, che non vuole cambiare. Della sfiducia crescente di molti cittadini verso la politica e l'impegno sociale. La fine della speranza di poter influire con il nostro impegno di cittadini sul futuro del nostro paese e la ritirata nel privato e nell'interesse particolare. Troppi vincoli, troppi ritardi, troppe occasioni sprecate. Eppure non tutto è perduto. La vera partita del nostro futuro secondo Moretti si gioca nel campo dell'educazione (scuola, università, formazione per tutto l'arco della vita). E' lungo questo percorso che è ancora possibile intervenire per creare dei cittadini responsabili, in grado di pensare e di capire con la propria testa. Insomma in grado di tornare a decidere il proprio futuro. E' lungo questo percorso che è ancora possibile, per ognuno di noi, azzerare tutto e ripartire (da qui il titolo del libro tuload). Da questo punto di vista, se parliamo di educazione e formazione, molto possono fare l'Unione Europea e gli sforzi da essa compiuti per modernizzare e uniformare i sistemi educativi di tutti i paesi membri, per creare dei cittadini capaci di sostenere i ritmi e le esigenze di un'economia e di un mercato del lavoro in continuo cambiamento. Ma per quanto possano fare gli interneventi dall'esterno l'Italia deve trovare prima di tutto la forza per cambiare dentro se stessa e questa forza c'è. E c'è - e questa è la parte più straordinaria del racconto di Moretti - prima di tutto laddove meno te lo saresti aspettato.
C'è ad esempio nella Napoli stretta dalla morsa della camorra; nella Napoli delle istituzioni latitanti; nella Napoli sommersa dai rifiuti e presa a schiaffi dal mondo intero. Da questa Napoli, la sua città, Vincenzo Moretti estrae camei, brandelli di vita vissuta, che dimostrano come la solidarietà dei cittadini e l'impegno di un parroco possono togliere dalla strada decine di ragazzi e dare loro un lavoro e un futuro (senza nessun contributo pubblico!); di come un gruppo di giovani professionisti invece di mettere le loro conoscenze tecniche e le loro capacità professionali a disposizione dei boss della camorra le utilizzino per insegnare la legalità ai propri concittadini; di quanto degli amministratori pubblici a dir poco disattenti potrebbero imparare semplicemente lasciando parlare dei bambiti con i loro disegni e le loro aspirazioni alla straordinarietà della normalità. Insomma questo libro ci dice che se è vero che camorristi, politici corrotti e affaristi (del sud e del nord) hanno rubato e depredato per decenni le ricchezze di Napoli e della Campania, non sono ancora riusciti a portarsi via il calore, la solidarietà, la voglia di vivere della sua gente. L'oro di Napoli non è ancora stato rubato. E' ancora li al suo posto, basta solo scavare un po' per trovarlo. E se per Napoli c' è ancora una speranza, allora anche l'Italia può farcela.
Il libro è pubblicato su web. Per leggere Tuload e intergire con l'autore: http://tuload.wordpress.com.
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