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L'Europa pensa in piccolo. Finalmente.

Sgravi fiscali, aiuti all'export, sostegno alla  formazione, meno burocrazia. Queste in breve  le   promesse che l''Unione Europea ha formulato all'indirizzo delle  piccole e medie imprese dei paesi membri.

La Commissione UE  ha licenziato lo scorso 26 giugno l'Atto sulle piccole imprese per l'Europa (API).  L'atto rappresenta - nelle parole dello stesso presidente   Barroso -  "un passo avanti verso un'Europa degli imprenditori con meno burocrazia e maggiori incoraggiamenti per i 23 milioni di PMI in Europa".  La Commissione, attraverso l'Atto,  propone un vero e proprio partenariato politico tra l'UE e gli Stati membri al fine di sollecitare nei vari governi la disponibilità politica a riconoscere il ruolo centrale delle PMI nell'economia.    La proposta, inoltre, si inserisce di pari passo con i piani recentemente annunciati dal gruppo Banca europea per gli Investimenti finalizzati a modernizzare e a diversificare la gamma dei suoi strumenti a sostegno delle PMI.

Dal punto di vista "culturale" il presupposto che sta alla base dell'API  è la convinzione che la messa a punto di condizioni quadro ottimali per le PMI dipende in innanzi tutto   dal riconoscimento e dalla tutela del ruolo degli imprenditori da parte della società, siano essi attivi nell'artigianato, nelle micro imprese, nelle imprese a conduzione familiare o nell'impresa dell'economia sociale, e dal fatto che si renda attraente l'opzione di avviare una propria impresa. 

L'Atto sulle piccole imprese per l'Europa stabilisce alcuni principi che dovrebbero essere adottati al massimo livello politico nonché misure concrete destinate a rendere la vita più facile per le piccole imprese:

  • accrescere l'intensità di aiuti per le PMI e rendere più agevole per queste ultime beneficiare di aiuti per la formazione, la ricerca e lo sviluppo, la protezione ambientale e altri tipi di sussidi;
  • un nuovo statuto di società privata europea che consentirà di creare una "Società privata europea" (SPE) che opererà sulla base degli stessi principi uniformi in tutti gli Stati membri;
  • una nuova proposta in materia di IVA che offrirà agli Stati membri l'opzione di applicare aliquote IVA ridotte per i servizi forniti localmente;
  • per il 2009 è prevista una modifica della direttiva sui servizi di pagamento per assicurare che le PMI siano pagate entro il previsto termine di 30 giorni;
  • una nuova normativa che consenta una "seconda possibilità alle imprese fallite"  e che agevoli per queste imprese il ricorso ai finaziamenti pubblici;
  • l'impegno formale per la  riduzione del 25%  degli oneri amministrativi entro il 2012 (l'avvio di una nuova impresa dovrà richiedere al massimo una settimana di tempo)

Una ulteriore iniziativa collegata all'API, prevede di allargare anche agli imprenditori (o ai futuri imprenditori) i benefici del programma erasmus.

Nell'Unione Europea il 99% delle imprese risponde alle caratteristiche fissate per le PMI (aziende con un massimo di 250 dipendenti e un fatturato massimo di 50 milioni di EUR), ma la legislazione e le procedure amministrative in generale non fanno distinzioni sulla base delle dimensioni aziendali. Ne consegue che i 23 milioni di PMI  si trovano spesso a sottostare agli stessi requisiti amministrativi delle 41.000 grandi imprese europee. 

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