NOVA
in

e-learningLab -

09/07/09

Lezioni in rete e gratis per tutti, parola di Chris Anderson

Un post su The Wired Campus - rivista online che si occupa di educazione e tecnologia -  presenta il tema centrale del nuovo libro di Chris Anderson. Nel suo nuovo lavoro "Free: The Future of a Radical Price" il capo redattore di Wired sostiene la tesi che le università dovrebbero mettere a disposizione online gratuitamente i materiali dei corsi e delle lezioni. Secondo Anderson questo non significherebbe per le università privarsi della propria ricchezza perché un corso universitario è molto di più dei contenuti delle lezioni e dei materiali di studio. Per le università rendere libero e accessibile il prorio sapere è in realtà una operazione di marketing in piena regola.

Gli stessi docenti hanno interesse a compiere operazioni di questo tipo per farsi conoscere da un pubblico di potenziali nuovi studenti e Anderson fa qui l'esempio delle lezioni del fisico Richard A. Muller (Physics for Future Presidents)  che sono diventate un vero e proprio successo su YouTube, visite da decine di migliaa di persone.

L'approccio di Anderson non è diverso anche quando si passa dai contenuti formativi ai libri. Originale è quindi anche il suo approccio commerciale. Così il suo libro può essere letto gratuitamente online, mentre chi desidera la copia a stampa, oppure prenotare lo stesso autore per una presentazione dal vivo, deve ovviamente pagare.

06/07/09

Una scuola meno burocratica e più 'social'

Strumenti come i blog, Twitter e le altre applicazioni di software sociali oggi vengono utilizzate da un numero sempre crescente di imprese di tutte le dimensioni, ma possono essere utilizzate con profitto anche all'interno delle scuole per scopi amministrativi oltre che didattici? Secondo

CATEGORIE: scuola, social software

02/07/09

La scuola del futuro è senza futuro?

Vi ricordate la Philadelphia's School of the Future (SOF)? Nata nel 2006 da un'idea di Microsoft fu presentata in tutto il mondo, Italia compresa, come la scuola che avrebbe aiutato  i futuri Bill Gates ad emergere. Nei propositi dei suoi ideatori e finanziatori la scuola averebbe dovuto rivoluzionare il modo di insegnare mettendo in condizione degli studenti "a rischio", provenienti da famiglie povere o con storie personali piuttosto difficili, di poter arrivare a frequentare con profitto l'università oppure di inserirsi nel mondo del lavoro grazie alla perfetta conoscenza degli skills della nuova economia digitale e dell'informatica. Oggi "dopo tre anni di tentativi, tre diversi sovrintendenti, quattro presidi e un numero infinito di problemi", come ci racconta un articolo su eSchool News, il progetto fortemente voluto da Microsoft si deve considerare un fallimento. Nella scuola del futuro tutti i ragazzi sono dotati di un laptop personale; l'edificio (appositamente progettato) e le sue adiacenze sono integralmente serviti da una connessione wireless a banda larga gratuita; non si usa la carta (tutti i testi; le ricerche degli sttudenti; i compiti, ecc. sono online nel portale dell'istituto appositamente progettato da Microsoft, e così via. In realtà si è trattato di una semplice trasposizione nel concreto di un modo di fare scuola pensato a tavolino e dove la centralità della tecnologia intesa come elemento in grado quasi da solo di decretare il successo dell'iniziativa ha impedito ai creatori della scuola di rapportarsi con la realtà. E così, tanto per fare un esempio, la consegna dei laptop personali agli studenti della scuola - in gran parte provenienti dai ghetti e dalle periferirie povere della città - si è trasformata per i ragazzi in un vero e proprio incubo. Provate voi infatti a girare per le strade periferiche di Philadelphia con bel laptop nuovo fiammante sotto braccio ... .
L'articolo su eSchool news
Il sito della scuola



 
CATEGORIE: scuola, Stati Uniti

12/06/09

Contraddizioni apparenti

Il settore della produzione di beni culturali in Italia è in crisi profonda, ma la crescita del consumo di beni e prodotti culturali su Internet non conosce pausa. Morale: alla SIAE stanno pensando di stringere un accordo che coinvolgerà tutta la filiera dei servizi sulla rete per il pagamento dei diritti d'autore dei contenuti fruiti su web. Ne ha parlato il Presidente Siae, Giorgio Assumma intervenendo a un convegno organizzato dalla Cgil, alla Casa del Cinema a Roma, sulla crisi dell'occupazione nel settore dello spettacolo.

CATEGORIE: copyright

09/06/09

Una lavagna elettronica per tutti

Un gruppo di docenti Bolognesi sta lavorando da alcuni mesi ad un progetto molto interessante che prevede l'utilizzo di una comune console Nintendo WII associata con un PC  ed un video proiettore per realizzare l'equivalente di una lavagna elettronica. Le LIM (Lavagne Interattive Multimediali) rappresentano uno strumento utilissimo per sperimentare nuove soluzioni didattiche ma la loro adozione nelle scuole italiane si scontra con un problema insormontabile: il loro costo eccessivo. Questa particolare soluzione tecnologica che prevede l'utilizzo di una console Wii, di un PC e di un video proiettore per ottenere l'equivalente di una lavagna elettronica ad un costo però notevolmente inferiore viene sperimentata da tempo da un ricercatore americano Johnny Lee, che ha messo su You Tube i video che dimostrano la fattibilità del progetto. Stimolati da questa possibilità il gruppo di docenti Bolognesi ha deciso di portare avanti un progetto per la realizzazione di un prototipo  e per la sua sperimentazione in aula.  I protagonisti del progetto Wiidea, così si chiama l'iniziativa, si sono di recente ritrovati per una giornata gi studio  presso l'Istituto Aldini Valeriani, a Bologna, giornata che ha rappresentato un momento di riflessione e confronto e di messa punto anche operativa del progetto. Così le prime "Wii lavagne" stanno per fare la loro comparsa nelle aule di alcune scuole bolognesi. Quello sviluppato a Bologna è però soltanto uno dei tantissimi progetti  simili a cui stanno lavorando insegnanti e ricercatori di tutto il mondo e se dovesse funzionare consentirebbe di dotare quasi tutte le classi con uno strumento didattico che svolge le stesse funzioni delle lavagne vere e proprie ma che costerebbe all'incirca dieci volte di meno.
Il progetto Wiidea.
I video di Johnny Lee.

05/06/09

La moneta del XXI secolo

Un passaggio del discorso pronunciato ieri da Obama al Cairo.

"But all of us must recognize that education and innovation will be the currency of the 21st century...   And while America in the past has focused on oil and gas in this part of the world, we now seek a broader engagement.  On education, we will expand exchange programs, and increase scholarships, like the one that brought my father to America, while encouraging more Americans to study in Muslim communities. And we will match promising Muslim students with internships in America; invest in on-line learning for teachers and children around the world; and create a new online network, so a teenager in Kansas can communicate instantly with a teenager in Cairo."

"Dobbiamo tutti riconoscere che l'istruzione e l'innovazione saranno la moneta del XXI secolo (...). In passato gli Stati Uniti d'America, nei loro rapporti con molte comunità islamiche, hanno puntato su petrolio e gas, ma ora cercheremo forme di intervento di più ampio respiro. Aumenteremo i nostri programmi di scambio e le borse di studio, come quella che portò mio padre in America, e nello stesso tempo incoraggeremo un maggior numero di giovani americani a studiare nelle comunità islamiche. Investiremo su vasti programmi di e-learning per docenti e studenti in tutto il mondo, in modo da creare una nuova rete online che consenta a un ragazzo del Kansas di comunicare in tempo reale con un suo coetaneo del Cairo".

CATEGORIE: elearning

23/04/09

Nasce la World Digital Library

E’ stato finalmente aperto in questi giorni il sito della World Digital Library, la Biblioteca digitale mondiale proposta dall’Unesco. Il progetto prevede di pubblicare online i grandi tesori letterari di tutto il mondo conservati nelle biblioteche più prestigiose (fino ad ora hanno aderito al progetto alcune decine di istituti fra cui la prestigiosa Biblioteca del Congresso americano). Il sito si dimostra molto ben congeniato e facilmente accessibile. I documenti possono essere facilemte scaricati e visionati offline, anche se per il momento quelli pubblicati non sono che poche centinaia. Oltre ai manoscritti e ai libri si trovano anche mappe storiche, foto e registrazioni sonore. Il sito della World Digital Library.

CATEGORIE: Storia

02/04/09

Editoria, cresce l'export italiano dei diritti d'autore

Sono stati resi noti i risultati della seconda indagine Doxa  sull’import-export dei diritti d’autore in Italia. L'indagine riguarda il periodo 2001-2007. In questo periodo è cresciuto del 75,1% il numero di case editrici che hanno o venduto diritti di libri e autori italiani (+93,9%) o che hanno acquistato diritti di libri stranieri (+43,1%%). Il saldo resta sempre negativo in tutti i settori (ad eccezione dei libri d'arte) ma la crescita in alcuni settori (in particolare quello dell'editoria per bambini e della saggistica) è veramente notevole. Il principale mercato di sbocco dei titoli italiani è quello europeo, ma in forte crescita sono anche quello asiatico e la Russia, mentre Stati Uniti e Gran Bretagna si confermano i principali esportatori di titoli tradotti sul mercato italiano.

CATEGORIE: copyright

01/04/09

L'ignoranza? Solo una questione di geni.

Secondo uno studio condotto da due ricercatori della Cornell University su un campione di 195 ragazzi e ragazze, pubblicato di recente sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences e presentato su Wired online,  la situazione di stress nella quale vivono i ragazzi poveri influisce direttamente sulle capacità della memoria a lungo termine. Ancora più sorprendenti i riferimenti che i due ricercatori fanno ad alcuni studi condotti sugli animali secondo  i quali le situazioni di stress non solo influiscono direttamente sulle capacità intellettive e di problem solving delle cavie, ma queste carenza vengono addirittura trasmesse geneticamente ai loro figli. Come dire che l'ignoranza è ereditaria.

CATEGORIE:

24/02/09

L'eLearning medicina contro la crisi

Man mano che la disoccupazione  cresce e la crisi economica non accenna a rallentare la sua presa sul sistema produttivo un numero sempre crescente di persone sta pensando seriamente di riqualificare le proprie conoscenze e le proprie capacità professionali sfruttando in particolare i vantaggi forniti dalle tante proposte formative a distanza. Così sta accadendo in particolare negli Stati Uniti dove la prospettiva di una laurea online (molto meno costosa di quella tradizionale) e ottenibile anche continuando a lavorare rappresenta una valida scelta alternativa in particolare per chi oggi è privo di una istruzione superiore e desidera presentarsi sul mercato del lavoro, una volta terminata la crisi, con tutte le carte in regola per poter rispondere ai nuovi bisogni occupazionali.

Certo questo è abbastanza semplice negli Stati Uniti (oppure per chi conosce l'inglese). Negli USA infatti le principali e più prestigiose università  stanno offrendo delle validissime proposte formative (in molti casi anche gratuite). Ma nel nostro paese chi dovrebbe farsi carico di svolgere questo ruolo di agevolatore della "ricoversione" professionale dei lavoratori espulsi dal sistema produttivo a causa della crisi? Forse le nostre università telematiche?  Queste ultime  nei fatti non si sono rivelate altro che l'ennesima occasione per i soliti furbi di spillare denaro pubblico creando dei veri e propri diplomifici a catena, tanto da costringere il ministro Mussi non appena insediato a congelare l'apertura di nuove facoltà . E non sembra - per fortuna - che il nuovo governo e il ministro Gelmini in particolare siano propensi a ritornare su questa decisione ed a riprendere la folle corsa  alle convenzioni più assurde e il diluvio di «lauree sprint» [come le ha chiamate Gian Antonio Stella in un suo articolo sul Corriere Della Sera - che hanno contrassegnato gli anni precedenti all'ultimo  governo Prodi, una nefasta realtà per altro cosi ben descritta da Aliberti, Casiillo e Moretti nel libro Come ti erudisco il pupo, uscito nel 2007 per i tipi di Ediesse.   La Gelmini infatti, confermando sostanzialmente  quanto stabilito dall’art. 2, comma 148, del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262 (quello di Mussi),   ha più volte dichiarato che il primo passaggio da compiere prima di autorizzare nuove facoltà telematiche  è quello rendere più stringenti i criteri di accreditamento. Il che significa che le regole vanno riviste.

Le università, dal canto loro, stanno offrendo  in numero sempre maggiore  proposte di elearning che riguardano, nella maggior parte dei casi, singoli corsi, ma si tratta in ogni caso di un'offerta non coordinata e comunque destinata ai soli studenti iscrittti agli atenei. Niente a che vedere ad esempio, con quanto sta facendo il prestigioso MIT con l'iniziativa Open courseware.  In realtà nel nostro paese ad oltre dieci anni dall''uscita delle prime proposte formative universitarie online, i contenuti disponibili su web non mancherebbero. Quello che manca semmai è una iniziativa in grado di proporre una offerta ragionata, un panorama complessivo delle possibilità a disposizione degli studenti che non solo fornisca la semplice indicazione dell'esistenza di questo o di quel corso, cosa che già fa il database OFF del  Miur sull'offerta formativa nazionale (dove però non è possibile selezionare i corsi online dagli altri), ma che svolga sia una attività di selezione sulla qualità della proposta formativa sia un compito di "tutoraggio" nei confronti del discente, orientandolo verso le soluzioni più adatte. Insomma manca in Italia una iniziativa paragonabile al portale Educational Portal  che offre esattamente tutto questo ai cittadini americani.

Il suo equivalente italiano o meglio il frutto di un'idea molto simile a quella che ha portato negli Stati Uniti alla alla realizzazione di Educational Portal, in realtà, ci sarebbe già in rete. Mi riferisco all'Osservatorio sull'elearning realizzato dalla Conferenza dei rettori (Crui) e da Opera Multimedia, tristemente fermo con gli ultimi aggiornamenti all'inizio del 2007.

Il ruolo della formazione professionale e in particolare dell'adeguamento delle competenze di chi già lavora  tornerà inevitabilmente al centro dell'attenzione della grande politica perché una buona politica che favorisca veramente l'aggiornamento  delle competenze dei cittadini è l'unica risposta possibile che i governi possono dare alla crisi.  E ce lo conferma con le sue parole anche il presidente francese Sarkozy nell'intervista pubblicata oggi sulla stampa online che ricorda i provvedimenti annunciati la scorsa settimana: "importanti misure di sostegno per i nostri compatrioti che risentono maggiormente di questa situazione: penso a chi ha perduto il posto di lavoro o è finito in cassa integrazione, o a chi ha una formazione che non è più adeguata al mondo del lavoro di oggi, in particolare ai giovani."

Oggi più che mai dunque anche l'Italia ha bisogno di una azione politica che favorisca la trasmissione di sapere dalle università  e dai centri di produzione della conoscenza verso tutti quei cittadini che si trovanio nella necessità di riqualificare il proprio bagaglio educativo senza doverli costringere a pagare onerose iscrizioni, di una politica che promuova un vero sistema di aggiornamento permanente dei cittadini che promuova in altri termini un vero sistema economico basato sulla conoscenza.

RICERCA NEL BLOG